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MAESTRI PER UN GIORNO

 

Ormai sono trascorsi quattro mesi dalla fine dell’attività di maestri per un giorno (U.D.A) progettata dai ragazzi delle prime per i bambini delle quinte di Bozzolo e San Martino dall’Argine.

Queste attività avevano come scopo educativo quello di preparare e mostrare ai futuri alunni il metodo di lavoro usato alla secondaria di I grado, ma anche quello di far passare loro la paura prima del loro nuovo anno scolastico.

Tutto è iniziato un mercoledì di fine novembre, quando la Prof.Monti ci ha annunciato che la classe 1B avrebbe partecipato all’attività U.D.A. Innanzitutto ci siamo divisi in gruppi, ognuno dei quali si doveva occupare di una materia. Io sono entrata a far parte del gruppo di Inglese insieme a Lucrezia, Francesca, Fabio, Ryan e Yuri: ero molto contenta dei miei compagni di lavoro.

Così abbiamo iniziato a pensare ad un gioco da proporre ai ragazzi. Dopo un silenzio di ben 10 minuti, Lucrezia ha pensato ad un laboratorio: si trattava di un gioco sulle nazionalità. L’ idea all’inizio non ha riscosso molto successo, poi, con alcune modifiche apportate da Fabio, il laboratorio ci è sembrato più adatto, ed abbiamo iniziato così a progettarlo. Solo a metà del progetto, a me è venuta in mente un’attività alternativa: un gioco dell’oca.

Quando ho proposto la mia idea, non tutti erano convinti, così l’abbiamo messa ai voti e alla fine la proposta è passata. Una volta eliminata la prima idea ci siamo concentrati sulla seconda: prima di tutto bisognava realizzare il gioco dell’oca, serviva un cartellone, molti pastelli e pennarelli e altrettanta voglia di lavorare nonché molta fantasia. Il cartellone al centro aveva la bandiera del Regno Unito e tutt’intorno le caselle con delle domande o in inglese o in italiano (47 domande) alle quali i bambini avrebbero dovuto rispondere in lingua.

La preparazione del cartellone ci ha impegnato per parecchi giorni, nei quali abbiamo anche pensato che servivano dei premi per la partecipazione. Inizialmente abbiamo pensato a braccialetti, poi,  per la scarsità del materiale a disposizione, abbiamo lasciato perdere e infine abbiamo costruito delle piccole bandierine plastificate, montate su uno stuzzicadenti senza punta.

In uno degli ultimi incontri prima delle vacanze di Natale, abbiamo iniziato a progettare la spiegazione del gioco e l’accoglienza dei ragazzi una volta arrivati al laboratorio.

Eravamo pronti!!!!

La notte prima della presentazione ero molto in ansia sia perché avevo paura di sbagliare, sia perché avevo paura che i miei compagni non collaborassero. Una volta arrivato il primo gruppo, lo abbiamo accolto ed abbiamo iniziato a spiegare loro le regole del gioco: bisognava formare tre gruppi, un ragazzo alla volta doveva venire al cartellone e tirare il dato, avanzare delle caselle richieste e rispondere alla domanda riportata sull’ultima.

Mentre spiegavo questo, tutta la mia agitazione se ne era andata ed io ero molto più tranquilla.  L’ultimo gruppo è stato quello più impegnativo ma anche quello più collaborativo. Alla fine eravamo stremati. A forza di spiegare avevamo la voce rauca e bassa e la testa che stava per scoppiare per colpa dei ragazzi che, nonostante gli ammonimenti delle maestre, non erano rimasti in silenzio.

Alla fine però ero comunque contenta del nostro lavoro ma soprattutto del risultato a cui aveva portato, perché nonostante alcune piccole discussioni, nel gruppo c’era stata armonia e amicizia.

La cosa più importante però è che tutto il nostro duro lavoro ha portato ad un risultato che tantissimi hanno apprezzato, e questa è la cosa più gratificante che ci sia.

 

Durantini Chiara

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